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Centro di documentazione della tradizione orale Direttore: Alberto Borghini Via di Chiosa - 55035 Piazza al Serchio (Lucca) Tel. 0583605717 |
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martedì 17 gennaio 2006
Gli streghi
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Sono personaggi importanti nelle antiche storie della Garfagnana. C'erano. Tutti ne erano sicuri. Tant'è che quando (un po' di anni fa) si chiedeva:"Perché oggi non ci sono più?" la risposta più pronta era nello smarrimento dello sguardo che talora portava sulla bocca una ripetizione pensosa: "Già perché non ci sono più ..." Poi si trovavano le spiegazioni. Generalmente era stato il Concilio di Trento a cacciarli, ma ai tempi dei nonni c'erano ancora, sicuramente. Sulla destra pubblichiamo alcuni audio. Di seguito alcune testimonianze recenti (inedite). Metra (comune di Minucciano - Lucca), 2002 Storie raccolte da Andrei Nelita La
mamma-strega (per forza, altrimenti ammazzavano lei!) Una sera, di venerdì che non c’era il marito, la donna dice: “Bel mio bambino, bisogna che ti faccia uccidere perché tocca a me!” Il marito, che era dietro la porta dice: “Brutta puttana! Ammazzo te!” Lei dice: “Se non vuoi che porti via il bambino, domenica mattina, quando il prete si gira con l’ostia in mano, vai sulla porta e urla: mia moglie è una strega, per tre volte. Lui lo fa, la moglie si strega e il bambino si salva. A Pugliano vi era uno chiamato Giamba’. La cognata aveva paura e gli diceva: “Ho paura degli streghi!” E lui rispondeva: “Maddalena, non abbiate paura, non vi fanno niente, li avete più vicini di quello che credete.” Era lui. Si
trasformano anche in topi… Una donnina al fuoco e suo marito dopo averla chiamata tanto si nasconde dietro la porta per vedere quello che faceva. Dopo vede un topino che gira finché gli entra in bocca e quella si sveglia. Lui dice: “E sì, dormi perché sei strega!” E lei rispose: “Proprio così!” Gli
streghi (sempre di venerdì) Una volta, un giovanotto, amoreggiava a Mommio, passava da Tea, ballavano gli streghi (giovanotti) Invece di andare dalla fidanzata si è messo a ballare. Da un ballo all’altro a mezzanotte si smette. Appare un tavolino imbandito di minestra, però senza sale. Due volte, tre volte. Alla quarta volta la strega gli dà il sale: “Sala a tuo piacere” “Ringraziando Dio il sale è venuto!” Sparisce tutto, lo picchiano per bene e non va dalla fidanzata. Il
Pianlin (sotto al metato) Gatti sulla noce (tanti) Passa Tonela, aveva un coltello con il manico a croce. Lo infila nell’albero, l’albero diceva: “Leva quello stilo!” “Domattina sì, ma stasera no!” Al mattino i gatti erano trasformati in persone Questi streghi cambiavano luogo di continuo. Streghi
con morosa Tanti streghi ballavano in Gelata. Due giovanette normali avevano il fidanzato. Una Rosa e una Maria. In Gelata mandavano la musica e loro due vanno a ballare. Quella fidanzata vede il moroso e non sa che è uno strego. Si mettono a ballare e dice lui: “Guarda Rosa, prima di mezzanotte a casa tutt’e due.” Lei chiama la Maria e le dice tutto. Maria risponde che lei non ci va perché ci sono tanti giovanotti. Rosa dice che lei va e se ne va. Maria continua a ballare. Dopo gli streghi dicevano: “ Balla, balla, Maria grossa! Ma domattina ti facciamo la fossa!” E la mattina Maria non torna a casa. I suoi la trovano in Gelata ammazzata. Una
casa isolata Una giovane abitava verso Tripala, in una casa isolata e, a letto, a sera, sentiva abbaiare alla notte i cani-streghi che cacciavano. Lei si affaccia e dice: “Caccatori, fate parte a me della vostra caccia. Poi a letto. Alla mattina, nella finestra trova un pezzo di un bambino, perché gli streghi cacciavano ragazzi. Lo lascia sul davanzale. La sera dopo idem. Lei si affaccia a mezzanotte e dice: “Cacciatori, vi ringrazio della caccia, venite a riprenderla, io vi ringrazio.” E la mattina dopo non c’era più. Gli
streghi mangiavano ragazzi morti dopo aver ballato. Una donna scaldava il forno perché di notte aveva fatto il pane. Si era dimenticata i fiammiferi e, in quel momento, passa una processione di gente (streghi) con candele accese. Lei dice: “Per favore, mi accendete questo candelo?” Uno strego gli allunga il suo candelo e quella quando lo ha in mano si accorge che è il braccio di un bambino piccolo. La sera dopo aspetta che gli streghi ripassino di lì e restituisce il candelo- braccio del ragazzo eli ringrazia e loro se ne vanno. Baffardello: Alla notte faceva le trecce alle code dei cavalli. Il contadino le sfaceva. Non si sa perché. Sparivano. Si sentiva ma non si vedeva. Peloso a toccarlo. Con la luce niente. |
I testimoni dei racconti che seguono sono due signori di Rontano (Castelnuovo Garfagnana) registrati da me nel 1979 e da tempo scomparsi, la signora Giustina, classe 1878, registrata ad oltre 100 anni di età nel 1979 e che ricordava fatti avvenuti ben prima della fine dell'800, la signora Laura di Petrognano che gode ottima salute (registrata dalla figlia per una ricerca scolastica) così come la signora Fortunata di Colognola (registrata da Alberto Borghini per una ricerca dal titolo "Unione e identità"). Queste ultime località sono frazioni di Piazza al Serchio nell'alta Garfagnana. Il racconto diretto del protagonista ha il difetto di richiedere più ascolti per la sua comprensione, ha il pregio di darci l'adesione del testimone alla storia. Attenzione: l'audio verrà ascoltato oppure scaricato a seconda delle caratteristiche del vostro computer. Se volete salvarlo sul vostro hd ed ascoltarlo in seguito potete cliccare col bottone destro del mouse sul titolo, quindi salvarlo a vostro piacimento. Chi sono gli streghi? - Rontano 1979 Giustina: io ho visto gli streghi - Piazza al Serchio 1979 Gli streghi a Casciana (Camporgiano) 1994 Gli streghi nel territorio di Colognola 1998 Il candelo e la zampa del gatto - Rontano 1979 Il coscio di vitello sulla finestra - Rontano 1979 I gatti e il burro - Rontano 1979 |