Përzemolina
Vuoi scaricare l'audio?(circa 2M) Note sulla scrittura
Nei tempi dei tempi, esišteva una fata, una fata RoŚa chiamata, ma in quešto paese, si chiamava Uccë, c'abitava una ragazza che si chiamava Përzemolina.
Quešta Përzemolina, il padre faceva il meštiere da muratore, andava a lavorare così e c'aveva una bambina. Ecco che la mamma muore a Përzemolina, una bella ragazza, aveva dodici anni. Hai capitë? Il padre stette tanto e poi ripreŚe un'altra donna; ma quešta Përzemolina soffriva, era brava, faceva tutte le faccende, ma lei era cattiva, la segonda mamma.
Ecco che la mandava alle vacche, c'aveva una vacca, la mandava tutti i giorni a quešta vacchetta, e brava; e le déva da filare lana, tozzi... e un'era mai contenta quešta matrigna. E lei si sgomentava sempre, piangeva, perché alla matina appena giorno, faceva tutta la notte, filava sai, la ... tutta la tela per fare i lenzuoli e coŚe cuŚě eh.
Oh, allòra quešta, quešta ragazza së sente bussare alla porta, era la fata RoŚa, le dice: "Come ti tratta la tua matrigna, Përzemolina?" "Eh ...!" Dice: "E da mangiare? "Eh .... më da da mangiare, ma më tocca lavorare matina e sera eppň nun è mai contenta, io filo tutto cun la rocca, ma lei nun è contenta e io sempre più, sempre più m'aumenta il lavoro eh sai. E poi vado alla vacca eh ..."Eh - dice - eh ci credo". La fata RoŚa sapeva tutto eh, perché era una fata, le dice: "Sai, che ti fa a te?" "Eh ... - dice - a me më dà da mangiare, më dà da bere e tutto, ma më tocca lavorare e io non rivo." Dice: "E la vacca, ce l'hai l'erba? " "Sì" "Stai a sentire, io t'insegno - dice - c'hai la vacca, la vaccarella, te vai a ... a ... alle corne della vacca e lei të dà ... la tua matrigna të dà molto da filare, e të vai della vacca e la tocchi in cima ai corni e le dici: "Vaccarella vaccarella, con le tue cornine belle, fili fili pur gentile io ti farò l'erba sottile.
"E tutta la lana, e tutta la stoppa che c'aveva con la rócca jela porta alla greppia e glë fà l'erba sottile. E la vaccarella, caro mio, si mette lì con i su' corni e fila, e fila, e fila e faceva in un momento. E lei, cume i aveva detto la fata RoŚa, andava e portava alla matrigna tutto queštë, quešto lavoro, e lei contenta, la matrigna e jénë dava anche di più, e lei ne féva ugualmente. Eh rimaneva un po' stupita e incominciò insoma a volei bene ma, e lei faceva la pošta, per vedere se filava tutto, e lei faceva finta dë filare alla svelta e dice: "Përzemolina!" E invece era la fata che avea dattë il comando alla vaccarella. "Te dilli sempre coŚě, e fajë l'erba sottile, vedrai che lei è contenta." E come effettivamente, lei passava una vita bella, ma la vacca la custudiva e tutte le volte dicea: "Vaccarella vaccarella
con le tue cornine belle
fili, fili pur gentile
io ti farò l'erba sottile."
E la vaccarella, caro mio, era comandata della fata e filava tutto quello che i portava eh.....eh..... ecco che, finisce da filare e tutto, tuttë le faccendine faceva eh, e veniva la fata RoŚa, li diceva: "Come ti tratta?" "Eh mi tratta benino adesso, ma un è tanta contenta e così ...".Allòra c'era un invito del principe, del re, in a Uccë e deve fare una fešta da ballo. Ecco che Përzemolina era aumentata gli anni, avea cresciu... era giamó cresciuta, era una giovanottina. Sai che vol dire giovanottina, no? eh! Allòra fu fatto un invito, un invito, ma la ma... la matrigna nun li faceva il veštito bello. Hai capitë? I disse: "C'avrei anch'io, è venutë l'invitë e coŚě, ma nun posso andarci." Allòra, si preŚenta la fata RoŚa e le dice: "Përzemolina - dice - cosa vňi?" Fata RoŚa dice: "Te, štaŚera, per tre sere, mia che vadi all'invito del danŽo, del ballo." Sai ched'č il danŽo? č il ballo eh. "Sì ma io non ho veštiti nessuni e cumë faccio?" Dice: "Nun pensare, a ora tardi, verso le dieci, quando è incominciato il ballo io ti vešto, - i fa la ... la ... la fata Rosa - però non fare più di tre balli."
Ecco che va via Përzemolina, una giovanottina bella, sempatica. Il principe entra dentro, anzi, entra dentro alla grande fešta da ballo, dov'eran tutte le dame, le damerine, le contesse, e coŚě, ma bella come Përzemolina, veštita bene, un ce n'era, pensa te, era una fata, avea le ricchezze, faceva tutto. Entra dentro, bussa e fa il ballo, il principe ...Il principe vide un vëštito illuminato, che non c'era i nel regno di Uccë, non c'era altrë belle come lei. Oh, e fai tre balli e poi se ne va, e la sera dopo lo stesso. Per tre sere dovea essere in ritardo, e l'ultima sera ..... La seconda sera ugualmente ariva al ballo cun un altro veštito ancòra più bello. E di lì fa i tre balli e poi ritorna alla sua abitazione, alla sua caŚa, senza che dicesse gnente alla matrigna eh ... perché se la matrigna l'avesse saputo i avrebbe dato un castigo. Hai capitë? Quella era giamň avvertita della fata Rosa.
Ecco che ariva la sëgonda sera ... la terza sera, fa i tre balli e poi scappa, Përzemolina, ma inell'andar della porta perde una pianella, una pianella d'oro, e il principe rimaŚe lě, tutti quešti grandi principi che c'erano, ma guardavan tutti Përzemolina, ma lei spariva e non la rivedevano; e jë rimase una pianellina dentro, dice: "E' andata via, ma ha perduto quešta qui".
Eh sì! Al giorno dopo fanno il controllo a chi andava questa pianella, che era lë sua misura, e guarda e gira tutto lë ... lë belle ragazzine, ma non ci fu gnente, non trovò nessuno, per tre o quattro giorni, in tutt'il regno, che andava il piede dentro a questa pianella.
Ecco che, il tempo non è ancòra finito e il principe, ormai i garbava quešta ragazza, questa giovanetta, dice: "Infine a che tanto io non avrò trovato a chi va in piede, e quella è sigura che è ... è questa ragazza, è la sua misura." E piano piano sente bussare alla porta, la matrigna dice: "CoŚa volete?" "Eh ... - dice - noi vogliamo che qui c'abita una ragazza." "Eh sì, ma questa ragazza non va mica a ballare - dice - è una ragazza che l'ho io, è la mia ... è la mia ragazzina, che l'ho allevata io - dice - lei non c'è andata a ballare, e nun occora gna ... gnanche che misurate la misura del piede, che tanto lei nun c'è andata". E allòra dice: "Eh no, è ordine che il principe ha dato ordine di fare la misura che c'entra il suo piede, come tutte." Ahà, metta la pianella là drento e andava bene. "Ah - dice - quešta ... quešta è la ... è la ragazza, Përzemolina - dice - cosa hai fatto, hai perduto la pianella?" "Sì, l'ho perduto ieri sera la ... la pianellina." " Allòra te - dice - sai, verrai con me; e adesso io vado giù dentro e lo dico alla tua matrigna". E come affettivamente va giù ... alla casa, e ... portan, portan via la ... la pianellina e lei va via. Ecco lui s'innamora e spóŚa Përzemolina, spósa Përzemolina il grande principe Corinto, era un grande principe di Uccë.
Sètë matti, e il mondo i passa nel giornale dice, Përzemolina è qui è là, la bella ragazza; e di lì, si spoŚa resta in casa reale; e la matrigna avea un po' di gelosia, ma era ... insoma, fu contenta anche lei. E lì finisce la fola. La folettina di Përzemolina; ma fu la vaccarella che la salvò, che diceva sempre:
"Vaccarella vaccarella
con le tue cornine belle
fili fili, pur gentile
io ti farò l'erba sottile."
Ma era una fata acc ... una fata anche la vacchella, si trasformava.
Ti garba questa qui?
Livignano (Piazza al Serchio) - Federico Arturo Regoli (nt.1913). Raccolta e trascritta da Luca Magistrelli