Il re dei venti
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Cera una volta un cuntadino che era lui la moglie e due figlioli. Però era ... il babbo era un po malaticcio, un era propio, sai, adatto a far il contadino, far le fatiche grosse. E allora, però il padrone voleva il reddito perché, oh, biognava lavorare per ... biognava rendere eh. Eh ... era lora de dë tagliare il grano, e questo contadino un së la sentiva; e che fa? [ ... ] la moglie dice: " Ma guarda che cè da tagliare il grano, padrone - dice - guarda che cè da tagliare il grano, altrimenti ..." Va beh, lui era ammalato passa quindici giorni, il grano ... tutti aveun già tagliatë il grano e lu no. Passa altri quindici giorni, il grano no era tagliato. Alla fine passa la Tra... lo Scirocco, un ventë, quande arrivë lì e trova ancora la pianura del grano. "Come mai nu han tagliato il grano?" e lu sartorna indietro, perché nun poteva mica tirarlo tutto a tera, avrebbe tutto rovinato. Torna e torna al re dei venti e gli dice: "Cera il grano, come mai?" "Hai fatto bene ritorna indietro". Allora la moglie di questomo, la so moglie dissë: "Guarda biogna tagliar il grano perché ..." "Biognëré ma ..." lu non së sentiva. E lì passa ancora quindici giorni. Poi së decide la mattina dandar a tagliar il grano, stava un po meglio, e invece passa la ... il Libeccio e trova ancora il grano. "Eh - dissë - ferma". Torna indietro, e li dice ancora: "Cè il grano e non son passatë." Allora questo re dei venti dice: "Beh, questa volta è andata bene, questaltra volta però passate, eh!". E insomma ripassa ancora quindici giorni, questomo non së sentiva e insomma. La mattina së decide, giusto quella mattina che deve tornare a tagliarlo invece passa la Tramontana prima e lo scrolla tutto. Sicché il grano tutto per terra, cera da mangiar degli uccelli [ ... ]. Questë poveromo torna a caa, la moglie dice: "Come si farà ora a mangiare, come si farà!", e il padrone disse:"Arangëti, perché un ti dò nulla, anzi quello che coltivi è mio perché non hai portato quello che dovevi portare". Questomo sono stati lì in paee, questa famiglia, ma senza senza niente eh. Un giorno së dëcide questomo dice: "Ah sì, vado a trovare il re dei venti, perché non doveö passar." Camina camina, questomo camina camina di giorni. Eh sì. E la su moglie li avea detto [ ... ] avea dato a portar via, së dicéa, una pattona coì, cotta nel fuoco, tantë per mangiar qualcoa. [ ... ] së fërmò a un fossettë për ber un po dacqua e mangiar coì. E infatti vede ... passa una ... una donnina dice: "Ma che fate lì tutto sconsolato?" "Eh - dice - [ ... ] il vento mha portato via tuttë, mha scrollato tutto il grano, më lha tirato in terra, e ora non so e vòlo andar a parlar col re dei venti, perché non dovéa ancora mandarlo." "Eh ma cavete ancora da caminare cavete ancora da caminare, sta lassù, su quella collina ... " Isoma, camina camina camina, [ ... ] in cima ala collina, së fé giornë. E ariva lassù, cera tutta una pianura bella, cera una caa tutta dë cristallo. Entra dentro, së sëntìa tutto un rumore questi, questi venti che giravano, insoma coì, insoma li indicano dandare in fondo. E cera là un uomo anziano con la barba ... anziano con la barba bianca, insomma era un bellomo proprio së vëdeva che comandava ecco: "Cóa voi?" E racconta tutta la storia che i suoi venti son passati, li han scosso tuttë il gran; ha dettë: "E te perché non lavei levato?" "Perché - dice - non mi sentivo, sono un po ammalato anchio, cho i figli piccoli!" "Va ben!". Allora li dà ... e j dice: "Per questa volta!" e j dà una scatolina. E dice: "Ma che me ne faccë di questa scatolina qui? - una scatolina come quelle del negozio coì insomma - lha dittë: "Ma io ..." "Vai! - ghha ditto -e questaltra volta sii più puntuale a segar il grano". Vien via questomo sconsolato dice: "Arivo a caa, ma coa gli dò a mi figliolo sta scatolina coa mi fa!". Quande arriva a quel torrente, che so, a un fossetto, che beveva per riposassë un po, dicë: "Ma che me ne faccë di questa scatolina?". Apra questa scatolina "Voglio véde", come lha aperta li fa: "Comanda comanda", e lu è rimastë. "Comanda che më venga un bel tavolo con la pastasciutta pane e un fiasco dë vino. Tieni in cima al tavolo tutta sta robba". Quande vede: "Oh", ha mangiato e sè ristorato. Quandha vistë questë coë ha dittë: "Ah altrë che seminar!".Via di corsa, e via via caminava, ha presë forza. Camina camina camina, quandariva su la collina e dopë giù in piano cera la sua caa e ... il campë, chiama la sua moglie: "Leonora metti a tavola i bimbi!". E lei sente da lassù che chiama e dice: "Il mi marito ma che fà, coa avrà portato?"Quande ariva a caa un avea niente, ha dettë: "Mettetevi tutti a tavola!", e la su moglie diceva: "Ma questë è ammattito - dice - è ammattito dalla fame". Dice: "Mettetevi tutti a tavola vho detto!". E insomma per ubbidire mettën tutti questi du figlioli a tavola e lei ... e lui esce fuori questa scatoletta e dice: "Comanda comanda che venga un tavolo tutto pieno di quello che channo i signori". Eh [ ... ] viene tutto quello che poteva vedere. Questi figlioli quande vistën questë mangiar së son abbuffati e la su moglie dice: "Ma bravo che hai trovato? ma questa è una fortuna!" E sicché questi ragazzi së son rimessi, lor via cuì. Passatë quattordici quindici giorni, lòr per i campi non candavan più eh, il padrone, stava un po più distante, caveva la villa dice, di quelle cae antiche no?, dice: "Dë che vivino laggiù che vedo che fan sempre baldoria" Ave sè avvicinato e vede che mangiavan a mezzogiorno alla sera, tutti, së sëntia un odore di fuori, di pranzo eh. Ha dette: "Come mangiate voialtri, che fate, come vivete?" Dice ... la sua moglie non voleva che lielo dicesse, ma lui invece sai era un bonaccion li racconta comera la storia. "Ah - dice - dammela a me quella lì che io cho semprë invitati. Te tanto ... Io të dò grano, farina ... coa vòi ... olio ... tutto quello che vòi. A me mi dai la scatolini e io të riempio ... vedrai un ti manca nulla." E insomma lu së lascia confondere, li dà la scatolina. Questo signore faceva tutti i giorni, invitava e via coì, e lui è rivatë, quandë è rivatë, in poghë tempë ha finitë tutto il grano e roba che ha dato lui, olio, dopo li ha detto: "Ora se lo vòi lavora, se vòi la roba lavorela! Cë son i campi!" Ma lu, come tho detto, era un po delicato, non poteva lavora i campi, eh non cë la féa più; allora li dissë alla so moglie: "Sai coa faccio? Ritorno dai venti, dal re dei venti." E camina camina, ormai sapeva la strada, ritorna lassù. Torna lassù e va là, lo presentano sempre a questomo. Quando lo vede dice: "Coa ti manca?" e lu è stato un po lì e po ha raccontato la storia, ha dittë: "Il mi padrone lha preë e io ora non ... e po lu non vòl più passare ... e io lavorar nun possë". Ah sì! E va bene! Questa volta taccontentë!" Li dà una scatola tutta doro, bella eh, tutta doro eh, era luccicante e di brillanti perché era quel castello, sai. [ ... ] dice, e lu contento të pó' immaginare eh, allora li dice, lo ringrazia e po va via, cami ... un së fermò neanche a provarla, perché dice:" Vado subito dai miei che maspettano". Quando riva laggiù comincia a chiamare la sua moglie: "Laura mettiti a tavola, mettiti a tavola che cë labbiamo unaltra volta!" E i su ragazzi son vënuti alla svelta ,së metton a tavola, e po quandhan visto questa splendida ... era come un bauletto, sai, eh, ma sembrava che ci fosse il sole in caa eh. Së mettën a tavola e lui ... e lui apre la scatola. Apre la scatola, esce fori du manigoldi con du bastoni dén "pim pom pim po", ma lui è stato svelto, ha richiuso la scatola e quelli se ne sono andati. "E lhai trovata la scatola questa volta!" e allora ha dettë: "Lascëmi fare moglie!". Allora dopo viene il padrone dice: "O padrone son tornato, ora sì che cë lho bella la scatola!" "Fammela vedere fammela vedere!" "Eh no, mi dispiace tanto, ma lei së tenga la sua, io tengo la mia, perché questa è doro e brillanti". Ala fece: "Fammela provar!" "No no no no" E insomma lui insiste tanto dice: "Fammela provare, quella lì sta bene nel mi castello, te che te ne fai di questa qui?" "E lo so ma io ..." "Allora ..." "Allora porti prima quella" Allora quel signore lì va sù e porta giù, porta questo prezioo eh, dice: "Tieni!" Alora lu së prende la su scatolina di cartone e li dà questë bel cofanetto e lu va via contento. Quandariva sù, sai anche lu ormai sapeva che funzionava, allora invita, fa inviti, ma uomini importanti eh, insomma, e coì; fra quili cera 'che due preti sai propi famoi eh. E sicché insomma dice: "Tutti a tavola!". Però venne detto: "Ma sarà anche un bel pranzo ma io non sento odore di niente, né apparecchiato, non so coa ci sia qua eh!" Ha ditë: "No no no, mettetevi a tavola che tutto verà servito, anzi ditemi quel ghe volete." E poi ... E lu prima stéa lì [ ... ] erano in un salone un po ... non proprio a pianta tereno, a pian tereno, un po più sù cuì no, cèn lë finestrë, tutti a sedere questi capurioni, aprë questa scatola, vén fòri con due manganelli ... picchia picchia, e po il primo colpo è stato in questa scatola chè saltata dë qui e là, sicché non potea neanchë chiudërla. Inso ... colpi, chi è andatë sottë al tavolë, chi di qua chi dë là, cera quel prete grosso è piato la finestra ... (ride) ... Questo prete è saltato dalla finestra, chi sotto al tavolo, chi di qua chi di là, insomma tutti sgustati son andati a finir qualcuni allospedale. Alla fine questo padrone po ha ripreo un pezzë dë coa, ha ricopertë questë e ha chiuo, è finita. Sicché cari miei ti pòi imaginar li invitati, comë a pranzo e lu è rimasto mortificato. Allora è andato giù da questo contadino dice: "Come!?" "Eh - ha detto - prima labian pree noi le bastonate e ora lè giusta che prendeste voi!" Dice: "Eh no la scatulina è nostra" e loro poveretti ingenui, ma anchë onesti sèn tënuti la su scatolina e për tutta la vita shan avuto il mangiar pronto, e il signore sè dovuto rifare il vo ... për le bastonate. Gramolazzo (Minucciano) - Bertei Lucia (n. a S.Anastasio 1915) Raccolta da Elena Borghesi 1996
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