Leonida dai capelli d'oro
C'era una volta un re, tutte di re io le só eh, queštë re c'avea una bellissima figliola. Un giorno sparisce, non ritro... non la ritrova più.
Allora tutti disperati nella corte, dice: "Come si fà?" Tutti, chiama i soldati, i carabinieri, tutta la gente, dice: "Manda queti manifešti in tutto il mondo, perché - dice - chi mi ritrova - dice - la mi' figliola, se è un giovane che la vole spoZare, ie la dó per išpoZa, altrimenti i dó metUdel mi' regno, - dice - tutto quello che vogliono, bašta che me la riportino." E lì tutti partono e së në vanno andà cërcà quešta qui; tutti, perché capirai, chiappavan tanti soldi quešti qua.
Allòra c'era un re e c'aveva tre figlioli: tre mašchi. Allòra il più grande disse: "O babbo, senti, - dice - io voio andà anch'io - dice - a cercare quešta, quešta figliola, quešta ragazza, per vedere....." "Ma dove voi andare - dice - com'è possibile - dice - mio ....." "No no, io vadë via." Allora parte, va via, passa tantë tempo, passa un anno, quešto figliolo non ritorna.
Allòra il secondo fa la stessa muZica, dice: "Babbo voglio andUvia anch'io." "Ma allora - dice - coZa facciamo? Andate via tutti e nun tornate." "Ssì, ormai - dice - son deciZo." Anchë quello se ne va. Passa un anno, gnente da fare, nun ritorna gnanche lui.
C'era quel più piccolo, allòra dice: "Papà - dice - sai - dice - io - dice - vado anch'io - dice - son sicura - dice - che torno, - dice - cun la fortuna....." "Ma coZa voi andà a cercar? - dice il su' babbo - Sei solo, c'hai un regno, c'hai tutto - dice - un ti manca gnente. Io - i dice - sono vecchio - dice - la mamma lo štesso." Dice: "No papà, - dice - abbi pazienza, - dice - scuZa, - dice - ma io parto." E insomma preZe una bella borsa di soldi lui, prende il su' cavallo eppH via che së ne và. Lascian lui che së ne và.
Quand'ariva che ha caminato tanto, su per i boschi, di qua e di là, aveva sete, aveva sete e trova una ... una ... una ... una fontanina, sai in un bosco. Una fontana, e c'era un pozzetto coZì, un pozzetto coZì d'acqua sai, una pila no, che c'andava giù questa fontanina che venia dal bosco. Esce da cavallo, scende da cavallo e va a bere in questa fontanina lì, che venia giù, e c'era questa pila giù cuZì, e i cavallo beve anche lui. Nel mentre che beveva, së sente chiamare, dice: "Principe!" E lui si volta, guarda, non vede nessuno. "Ma chi è che më chiama?" "Principe - dice - sono io, dentro - dice - a questa pozza d'acqua, guarda." Allora lui va là e guarda. C'era un vecchio, un vecchietto, i disse: "Guarda, - dice - stai attento - dice - io të voglio aiutare, però fa come ti dico io, perché se non fai come ti dico io, - dice - sarai bello e finito." "Va bene - dice - dammi il tuo consiglio." Allora së leva di tasca, questo vecchio, un mazzo di carte, sai da gioco, ma brutte, vecchie, propio orren... vecchie, brutte. Dice: "Te, quando ariverai, hai da passare tanti ostacoli; passerai due maghi, al terzo posto - dice - andrai dalle fate: Leonida dai capelli d'oro l'hanno le fate. Quando ariverai lassù, loro voglion giocare perché vincon sempre, te digli che non le conosci lë carte nove no, che te hai sempre giocatë con queste vecchie qui; e io - dice - gioco con questo, che infine loro, allora diran: va bene lo štesso, perchè penseranno di vince' lo štesso, perché vincono sempre. Quando torni indiètro - i disse - ricordati di passare di qui. Ah - i disse - të ne ricordi?" Dice: "Si." " Va bene!"
Allora preZë queštë cartë, së lë miZë in sacca, munta il su' cavallo, e via; quand'ebbe caminato un po', c'era ... c'era un bel palazzo lU, sicché dice: "Ma io - dice - son štanco, è notte - dice - voio un po' andà a vedé chi ci šta, chi c'è qui. Chi ci sarà?" Va là, bussa alla so... bussa alla porta, eccoti un ... un omo, dice: "Io, dice - mi sono perduto - dice - nel bosco - dice - avrei sonno, avrei, chi è che sta?" "Eh - dice - qui - dice - ci šta un mago - dice - ma è tremendo." "E va be' pazienza - dice - io ormai biZogna che ... che dormi qui, che mi dia da dormire, fermammi, perché ormai troppo tardi, nun posso andà in nessun pošto." Alora va là, queštë mago era ... un era tantë vecchio: "Eh, avanti, avanti, qua. - dice - Sì si - dice - volëntieri."
Insomma së miZe l, dopo i diede la cena e cominciarono a parlare. Allòra gli disse, dice: "Io - dice - ....." I raccontò che andava a cercare quešta ragazza no? quešta Leonida dai capelli d'oro. Dice: "Son passati qui anchë du' giovanotti, du' fratelli - dice - che andavano per la štessa štrada, - dice - andavano a cercare quešta ragazza. E l'ho io" dice. "Ah si! - dice - e dove sono?" "L'ho messi - dice - l'ho imprigionati insieme [.....], là in cantina, in, in una štanza giù (li mettéa tutti in prigione quelli che c'aveva eh) poi - dice - te li farò vedere, te li conoscerai, quali saranno i tu fratelli, perché ce n'ho tanti." " Va bene" Dormì lì, disse: "Allòra - c'era un ... sentiva cantare ... c'era un merlo tutto bianco, che faceva un canto ch'un ... nun ... nun cë n'era, un canto diverso a tutti i uccelli - bello - i disse, dice - quešto ... quešto ... quešto merlo." Allòra dorme lì; la mattina lo ringrazia e via, dice: "Io devo seguitare, perché devo andare dalle fate a prende' Leonida dai capelli d'oro." "Però - i disse - ripassi di qui." "Sì, perché c'ho da ... da vedere anche i mi' fratelli." "Va bene."
Aricaminò un pezzo, ritrova un altro ... un altro palazzo, cuZgrande; era buio anch'allora, e fece la štessa storia, dice: "Io biZogna che mi fermo." Si ferma c'era un mago, era un ... un po' giovan... un popo' sai, un bell'omo sempre giovane assai; e anche quello gli fece un'accoglienza, lo fece entrare, i diede da mangiare, da dormire e tutto. Disse: "Va bene - dice - però - dice - adesso quando torni da ... dalle fate passa dë qui." "Sì, - dice - che cë passo volentieri, eh." E lo portò nella scuderia a fagli vedere i cavalli. C'era un so quanti cavalli, c'aveva una cavallina ... le cavallina ... (Leonida dai capelli d'oro, ..... oddio!), insoma c'aveva quešta cavallina cun tutto la ... la briglia, tutta d'oro sai, tutti campanelli, bella!" Disse: "Quando ripassi di qui, të faccio vedé tutto quello che....." "Va be'!".
Ora, camina, camina, ariva lassù in cima alla montagna, c'era una grotta tutta edera e së vede un grande portone sai, un dë qui pistelli sai, che cë sono ancòra, che battevano coZì a quei tempi no? (poi ce ne sono anche ora, io non ce l'ho, ma insoma). E sicché bussa a queštë portone, sente: tic tac, tic tac, tic tac; una ciabattina che caminava, ven là, apre una bella ragazza che gnanchë mai, dice: "Io - dice - son venuto - dice - dalle fate - dice - perché mi son trovato qua, son šperso nel bosco, e allòra - dice - se më danno da dormire." "Sì sì, avanti, avanti - dice - volentieri - dice - sì sì - dice - noi - dice - diamo - dice - tanto ... tanto ... ospitiamo tanta gente - dice - sicché." Va là, c'era la madre supe... via una dë quelle che comandava, la fata che comandava, cë n'era, èrën dodici fate; e sicché i diedero da cena e tutto quanto, e doppo quand'ebbero mangiato, dice: "Faccian una partita a carte?" "Va be'!"
Allòra quešta, quešta fata, prendën queštë carte: "Belle no" "Eh - dice - Io - dice - nun le conosco." "Ma come - dice - un le conosci quešte carte qui?" "No - dice - perché io - dice - son abituato cun le mie." Tira su le su' carte, luride, sporche, vecchie sai, che së conoscéan appena i numeri. "Ma non si conoscono gnanche i numeri, cume fai - dice - gioca con le mie." Dicea quešta ... quešta capa ... quešta caporale, via quella che comandava a tutte quell'altre. "Beh, ma io gioco lo štesso; giochiamo con le tue." Convinti di vincere eh! Allòra së comincin a giocare e lu' perdeva, quešto ... quešto co... giovanotto; una partita persa, quell'altra persa e lui si ... si cominciava a disperare, perché dice: "Se te perdi, rimani cun le fate." Dopo cuminciò a vincere e vinse lui. "Alòra no, - dice - coZa, coZa giochiamo?" i disse questa fata, no? Dice: "Se perdi te rimani qui con noi." "E se vinco io, voglio Leonida dai capelli d'oro." "E va bene - dice -sarUtua Leonida dai capelli d'oro." Infatti persë.Allòra andò a lettë, dice: "[ ..... ] Io domani mattina, hai višto quel vecchio? Guarda - dice - che prima che venghi l'alba, di tornà, devi venì via dalle fate, perché altrimenti rimani lassù a vita." Allòra invece d'andà a dormire, lui dalla gran paura di non svegliarsi, invece d'andà a dormire, passeggiò tutta la se... tutta la notte, in qua e in là per il coridoio, in qua e in là.
Ariva la mattina prešto, c'erin quešte fate, vanno su, dice: "Ma come mai - dice - ch'è già alzato insomma?" "Eh - dice - io - dice - sono alzato - dice - perché - dice - devo andà via - dice - nun ho poduto dormire. Mi chiami la ... la superiora, no quella che comanda, che io voglio andà via." "Eh - dice - ma sa - dice - è presto, - dice - un biZogna disturballa." " No, no assolutamente, - dice - io devo, devo andare." Allora la chiama e i dice: "Hai avuto fortuna!" Lo porta là in quešta stanza, c'era quešta bella ragazza, coi capelli tutti biondi, tutti, sembravan dorati sai, ma bella. Allora la prese, së la mise a cavallo, in cima al su' cavallo e via.
Arivano giù, arivan da quešto mago, da ... da quel mago che c'avea la cavallina no. Queštë qui, quandë la vide, dice, si c'innamorò di quešta ragazza; ch'era giovane capirai, dice: "Toh!". Va be', allora i diede da mangiare e tutto, po' li fece vedé ... portaron là quešta ragazza, quešta principessa, era una principessa, dice: "Vieni - dice - vedesti - dice - la scuderia - dice - che cavalli - dice - cume cë l'ha belli. C'è una cavallina, - dice - la cavallina Linda si chiamava cuZì bella." E allòra doppo lui dice, ora lo saluto: "Come si fa - dice - per venì via?" "Guarda - dice - io - dice - ti dò la cavallina, se tu mi dai ... ma te mi devi lasciare - dice - quešta bella ragazza, Leonida dai capelli d'oro" "Va bene, të lascerò, të la lascio." E le' intanto pensava come poteva far per iscappare. Allòra dice: "Io parto, grazie" dice. Allòra lei quešta ragazza lei fa ... dice: "Sai, - andò là, le facéa le carezze, fé višta d'esse' innamorata anche lei, furba eh, a quešto mago dice - guarda - dice - io son talmente amante di cavalli - dice - quand'ero a caZa mia - dice - cavalcavo sempre; - dice - më fai - dice - accompagnare, far un giro intorno al palazzo, accompagnare - dice - queštë principe al caštello ... al ca... al cancello - che andava via -" "S, sì sì, questo qui - dice - monta." Allòra monta in cima a quešta cavallina, fece il giro, lui avanti e lei indietro no?. Quando arivarono in fondo al cancello vvia, lui avanti e lei dietro, cun quešta cavallina, andavano al par del vento. Questo mago sembrava Lucifero, dice: "Guarda - dice - come më l'ha fatta bella."Intanto loro, via, camina, camina arivën all'ultimo mago, dove c'erano anche i su du' fratelli. "Allòra - dice - guarda - dice - mi dai - dice - i mi du fratelli vero? - dice - Sì, io të la lascio la ragazza, të lascio lei, però voglio i mi du' fratelli, e voglio il merlo, quešto merlo bianco. La cava... Leonida dai capelli d'oro, la cavallina Linda, il merlo bianco. Un cë n'era una specialità..... Të lascio." Allòra va giù, mette ... manda fori quešti du' ragazzi, i su' du' fratelli, i dà un cavallo per uno, e poi doppo lui ... lei i dice: "Cun questa cavallina - dice - anch'io - dice - voglio fare un giro intorno a queštë palazzo - dice - mi piace tanto - dice - e mi piacën tantë i cavalli." I disse anch'a lui no? tantë, perché un sapéa cume fa' a uscire di lì. Infatti montën a cavallo tutt'e quattro e quand'arivën giù nel ... in fondo al giardino, alla porta che usciva di caZa, nel giardino, parte anche lei in volata. Partën tutti e quattro e il cancello si chiuse: bum! E il portone, c'era un portone grande: bum! E lì finisce l'incanteZimo del mago. E più giù un poteva andare i mago. E lasciamo via, lui.E via, e via, e via, camina camina poverini erin štanchi. Adesso passa giù da quešta ... da quešt'omo, che i avea datë lë carte. Allora lui gli fa, dice: "Vedi - dice - ti è riuscito tutto bene - dice - sei štato bravo; ora - dice - ricordati di quello che ti dico, perché se non farai quello che ti dico, sarai bello e morto. E ... e - dice - guarda non liberare carne che va brugiata, lascela bruciare, sia chi ti pare, fosse anche tu' padre lo devi lascià bruciare; perché se libererai carne che va brugiata - dice - te sarai belle e morto" E allora lui dice: "Ma cume mai, ma come sarà"
E riprenden il su' camino; lo ringrazia quešto vecchiettino e poi via via, camina. Quandë arivarono vicino alla città, a caZa sua, èrën štanchi, i cavalli un caminavin più, da tantë che avéon caminato. E quešti qui, pensavin giù per la strada, i su' fratelli, i du' fratelli no? dice: "Adesso guarda - dice - noi nun abbian portatë nulla, lui ha liberato la ... la principessa, Leonida dai capelli d'oro, ha portatë la cavallina Linda, ha ... ha preso il merlo bianco. Noialtri un abbian fatto gnente. Sicuro - dice - che noialtri - dice - un ci vorà gnanche più vedere i noštro padre." Allòra si miZero fermi in queštë prado, i cavalli cominciarono a mangiare e loro due së preZero a braccetto, sai cume due fidanzati, perché së volean bene, che s' rën innamorati no. E c'era un pozzo, in queštë prado, e vanno là, si misero coZì ... cuZì e guardavën quešto pozzo; oh, quešti due delinquenti di su' fratelli, dice: "Sai, - dice - lo tiriamo dentr'al pozzo, coZs'affoga; e noialtri prendiamo tutto, si va a caZa, anche il babbo ci vuol bene e tutto." Vanno lU, lo chiappën per le gambe e ponfëtë, lo infilën dentr'al pozzo, queštë povero fratello. La bi ... Leonida dai capelli d'oro, dal gran spavento perse la favella, non parlò più.E lo ... e allòra via, montënë a cavallo, portën via quešta bella cavallina, questa ragazza, arivën alla città. Una fešta! Sei matta te, erën rivati quešti fratelli. Arivën al palazzo là e mancava queštë, e mancava il più piccolino, il più bravo, che il su' papà i volea tanto bene. "Dov'è - dice - Giovannino?" dice. Dice: "Giovannino - dice - noi non l'abbian gnanchë višto." Allora va, domanda qualcoZa: "Quešta ragazza chi ?" Ma lei non parlava, messë ne... nella scuderia quešta cavallina, la messën in ... nella scuderia di su' cavalli no? Bimbo mio nun ci podevano andà d'intorno, perché la governavano di sopra, perché calci, calci, calci; nessuno cë s'avvicinava. Queštë merlo, che doveva esse' una gran rarità, nun fischiava né bene, né male, tutti.....E lui queštë pover vecchio a forza di piangere, il su' babbo, ch'avea perso tutti e tre i figlioli, ma più volea bene al piccolino, hai capito? Era diventato cieco. E sicché, allòra,..... allòra loro èrën lì cuZ.
Allòra queštë qui, artorniamo a quello che è dentr'al pozzo, Era denrt'al pozzo, su su l'acqua cresceva, cresceva, ormai l'aveva alla gola, ormai s'affogava. Era una bella giornata di sole e in cima al pozzo sai c'è ... e vedeva girare ... së vedeva, lui vedeva di laggiù, l'ombra che girava, una beština, qualcoZa no. Gira, gira, gira, era una volpina. Una volpina che gira, gira giù e tira giù la coda. I tirò giù la coda, che s'attaccasse e lo tirò su. E lui s'attacca alla coda di quešta volpina e lo tira su. Queštë ... contento queštë ragazzo, dice: "Ora vai - dice - a caZa - dice - stai tranquillo." E lui chiappa le gambe a piedi, ma c'era vicino, sentiva sonUle campane, vedea il palazzo e tutto.
Quand'arivò là, sonaron tutte le campane a festa, capirai tutti i su' servi, tutta la gente, ch'era bravo i principe lì, quel ragazzo lì, una gran fešta, dice: "Che fa - dice - il mi' babbo, i mi fratelli son tornati?" "Sì - dice - sono ritornati." E allora va là, il su' babbo, la su' mamma, tutti a sa... abbracciallo, a bagiallo. Ma il su' papà un cë vëdéa più, perchè avea perso la višta degli occhi a forza di piangere. E allòra venne anche quešta ragazza, ma era muta, un parlava, [.....]. I su' du' fratelli quando lo videro, dice: "Adesso - dice - comë së farà?"
Allòra stan lì passa due o tre giorni; e gli disse, quešto, queštë su' figliolo, queštë giovane, dice: "Allora - dice - më portate - dice - facciamo una passeggiata - dice - tutti insieme, anche il babbo, Leonida dai capelli d'oro e i mi' fratelli, tutti - dice - andiamo a vedere, fatemi vedere, - dice - la volièra lì (c'avéon la volièra di uccelli no, che c'avea messo anche quel merlo) andiamo a vedere - dice - e poi c'abbiamo quešta cavallina - dice - con tutta ... cun lë crinë, tuttë doratë, belle ..." "Ma nun së può avvicinassi nessuno - li disse il su' babbo - perché abbian chiamato tutti i domatori del mondo, ma non c'è potuto ... nessuno s'è potuto avvicinare a [.....] cavallina, talmente - dice - cattiva, che scalceggiava ammazzava tutti." "Va bene - dice - io la voglio vedere" disse Giovannino. E il su' babbo: "No, për carità - dice - già che séi venuto - dice - anche se io non ti vedo - dice - ma almeno sei vicino a me." "Datemi quattro o cinque pezzettini di zucchero." (sai quei coZini di zucchero che cë sono).
Allòra tutti a braccetto, 'šta Leonida dai capelli d'oro, 'šti du' fratelli, ma loro pensavin già: "Come farò? Speriamo che nun ci scopri, nun ci scopri." Perché le' nun parlava e chi glielo diceva? Ormai loro i aveon detto che nun l'aveon višto. Sicché quand'arivan là vicino, vicino a quešta voliera, queštë merlo cumincia a fischiare sai: cucù cucù cucù ... dë quellë fischiate. E lo ri... rimaZero tutti lì, dice: "Ma come mai - dice - che prima, un ha mai apertë bocca i merlo ora fischia. "Va bene - dice - andiamo a vedere - dice - la cavallina." Vanno là për andà a vedé quešta cavallina, apre la porta il su' babbo, eppoi anche i su'... i su' servi tutti, dice: "Nun ci vada - dice - perché ammazza, quella lì ammazza, tanti calci che tira, non è possibile." "Va be' - dice - a me non m'interessa - dice - fatemela vedere, aprite la šta ... la porta - dice - che io la voglio vedere." Allora va là, apre la porta no? di quešta scuderia, de quešti cavalli: cë n'era un bel mucchio. C'era quešta bella cavallina, e sicché quando apersero la porta, e lui era lì davanti no? che la vide quešta cavallina, cuminciò a nitrire: " hi hi hi hi hi hi " Riconobbe la ... riconobbe queštë ragazzo. "Come - dice - come mai - dice - che nitrisce coZì?" E lui va là i porta i zuccherini, le' mangiava i zuccherini, lui la lisciava, eppò nitria che mai.
Allòra queštë Giovannino si volta, li fa: "Come - i disse - m'ha riconosciuto il merlo bianco, m'ha riconosciuto la cavallina Linda, come - dice - Leonida dai capelli d'oro, - dice - non më riconosci?" E in quel momento ripreZe la voce, dissë: "S, oh - dice - Giovanni - dice - sei te? - dice - Guarda son štati - dice - i tu fratelli - dice - che t'han buttatë nel pozzo - dice - të volevën fà morire" Loro quando sèntën coZì scappin, së vanno a nasconde', ma sì dove vanno? Un fanno a tempo, perchè sai lë chiappano tutt'e due, no. E infatti preZero quešti du' fratelli e li dovevan bruciare, e lu' quel vecchio gli avea detto: "Guarda di non salvare gente che brugia." E allòra lui si ricordò, che dovea falli brugiare, perché j aveon fatto tanto male e dopo i pote... i poteon fà ancora dell'altro male che aveon invidia, erën cattivi, erën invidioZi. Capisci? E allòra li fecero brugiare, lu' li lasciò brugiare con dispiacere, ma insomma... E lu' si spoZò con quešta bella ragazza, con Leonida dai capelli d'oro.
Tutti contenti; il su' babbo poverino era cièco, ma era contento perché c'aveva queštë su' figliolo cuZì contenti, e tutti d'accordo si spoZarono tranquilli. Ecco bell'e fatto.
Bella, questa qui, è la più bella di tutte eh? Hai capito?!
(Uimméa mia che më rizzo perché le mi' gambe un mi reggon più) Questa è la più bella.
Petrognano (Piazza al Serchio) - Maria Olga Lorenzetti Dini (n.1910), originaria di Castiglione Garf. Raccolta e trascritta da Luca Magistrelli