Attenti
alla penna
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Allòra
io la racconto come se fosse pieno qui, no? di ragazzi e ... coSì.
Allòra
eSisteva inté la forešta di Don,
c'era una volpe e un lupo e un ... e un corvo, më sbaglio eh, c'era un corvo,
abitavano nella forešta di Don, una grande forešta.
Ecco
che il corvo, il giorno avanti, non tróva da mangiare. Hai capito?
Eh,
gira tutta la forešta, ma da mangiare nun trovó nulla, era la matina dice:
"Incomincia a venire il giorno, mia che mi ritiro alla ... alla caSa,
perché viène notte eh e allòra..... ". In mentro sènta un ... un frugìo,
si sènta prendere e vide che era la golpe."Ah - la volpe dice - anch'io ho
giratë tutta la notte, adessa më séi arivata, më séi arivato e faccio un
bel boccone! " Hai capito?
Eh,
il corvo s'araccomanda, dicë ma: "Che dici volpe?"
"Ehh..... io, sai, son cšme te, ho ğirato e tutto, e..... nun
ho trovatë nulla, adesso ho fame aspetto propi il boccone". Allòra il
corvo dice: "Un më lasci dire gnente?" "Eh -
dice - èh..... ho troppa fame!" "M'araccomando lasciami
parlare - dice - sai, volpe, io son invitatš." "E addove? "
"Intë la fešta del cielo, lassù" "Eh - dice - ma che
fai? Che dici? ""Ehh ... sì, voglio andar lassù, non tróo nessuno,
io cercavo una compagnia, se séi contenta, lassù c'è polli, c'è conigli e
una grande fešta, io aspettàu ğiusto qualcuno, una compagnia, c'andàu più
volëntieri. E m'attendan adesso, se vói venir? " E la volpe goloSa,
aveva fame, sentendo dire che lassù c'è conigli, c'è polli, c'è d'ogni
specie che possa esister dë mangiare, dicë: " Ma io non posso venire sù,
perché io non c'ho l'ale, te c'hai l'ale e io, io cume faccio? " "Eh
- dice - të sgomenti? Io c'ho ...
c'ho tutto, c'ho ale, c'ho, të porto te e tutto - i dice - guarda: munti su in
cima alle mi' spalle, andiamo lì in quel pocétto e cë mettiamo tre o quattro
minuti, su alto". "Ehh.....- dice - sì, sì sì, andiamo su mangiamo
e beviamo e poi via".
Ecco
che lei së prepara in cima alla schiena del corvo, il corvo dice: "Come va
lì? ¤tai bene? " Dice:
" Io što bene"."Allora stai a sentire, fatti coraggio eh che
andiamo su i nell'aria, vedrai che divertimento che c'è, da mangiare e da bere
e cuSì". Munta su in cimo, e il
corvo apra l'ale, féon su ... su ... ehh..... quand'ariva a una certa altezza,
dice la volpe: "Addove siamo? Ci siamo ancòra?" Dice: "No no, c'è
ancòra un poghino" dice, "Ma nun si vede" "Eh aspetta due
minuti". Il corvo guašt ... guardava bene il grande šcoglio che era nella
forešta di Don, për gettarla giù. Hai capito? E lei contenta, sëntiva
dire: "Oh, ci siamo?" diceva. "Eh ormai siamo qui va".
Quando ariva il corvo, che c'avea la volpe, dice: "Sai addove siamo? Siamo
alla fešta ". E fa coSì.
Volta
le spalle, cade ğ iù, quešta, quešta volpe apra il pelo, la coda e
gridava: "Acqua o pallia, perché per me un c'è più rimedio". E cadétte
ğiù inélë šcoglio, in queštë scoglio, caro mio, andò tutta in fumo
eh. Ecco che l'altro, il corvo che portava incominciò a fare: "Uéééé
..., la volpeee!!! ". E tutti i corvi della ... della forešta di Don vanno
a queštë scoglio.
Dice: "Che è successo?" "La volpe, c'è da mangiare la
volpe", andaron giù, perché è carnivoro il corvo, finiron la volpe. E la
volpe rimaSe lì e lei fece altrë che
questš grido: "Acqua o pallia". Perché se c'era la pallia, èh, non
moriva, se c'era l'acqua cadeva nell'acqua. Hai capito?
Eh!E
la volpe va là. Ecco che lòro finiscen la volpe. Eh, la volpe ar ...
d'argento, la superiora, dice: "Che è successë?" "Eh è
successo una disgrazia - dice alla volpe - è andata a giro e l'ha portata via
il corvo e l'ha tirata giù nëlë scoglio, e noi së siamo pasciati bene e
nurriti. L'abbian mangiata tutta." "Ah ..." dice quello. Allòra
lei chiama l'altre volpe e ģi dice: "Ohh....., attenzione èh! Përché
ci vuole occhio alla penna ehh, perché la penna è più furba della volpe.
Guardate quande girate la ... la ... la forešta di Don badateve della ... della
penna."Ecco cum'è rimašto: "Occhio alla penna" Hai capito? Lì
è finita.
Livignano (Piazza al Serchio) - Federico Arturo
Regoli (n.1913).Raccolta e trascritta da Luca Magistrelli