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Rete
territoriale e tracciati analogici
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La
Bella addormentata. Un contributo dal folklore piemontese
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I
rovi e il rettile. Logica delle trasformazioni e ‘intermetamorfosi’ della
strega
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Tumacin
nel roveto. A proposito di un racconto piemontese
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Un
racconto spezzino e un aneddoto antico. L’inganno come rappresentazione
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Un
racconto di Valdottavo (Garfagnana) e uno di Gragnana (com. di Carrara). Un
parallelo pugliese (Andria) e uno di Lanzo (prov. Torino)
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Uno
spavento ‘infernale’. Nota di folklore
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A
proposito dello scherzo garfagnino dei "pezzi di legna infocati". Una
pratica veneta e una molisana
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La
masca-cappello. Contributo al foklore piemontese
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Bambini
che nascono streghi e bambini che diventano streghi; ‘chiamata per sè’, ‘chiamata
per altri’. Contributo al folklore lucchese
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Le
sembianze della strega: dal folklore piemontese al folklore friulano. La ‘ciclicità
identificante’
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"come
un bambino (...) tutto stortigliato". A proposito di un bambino biellese
vittima delle masche, e della Vaina ossolana
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Il
gomitolo e l’eredità della strega in una tradizione biellese
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A
proposito di una tradizione di Angrogna (prov. di Torino). Inquadramento
tipologico e geografico
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Il
"cestone" e il diavolo a S. Romano di Garfagnana.
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Una
tradizione garfagnina, una favoletta antica e un passo di Alberto Magno
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I
tizzoni e l’impronta della mano. Una ‘controprova’
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Le
masche che offrono da bere. Un ‘dono d’identità’?
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Maria
Catlina lecca le pentole